Energia, E-commerce e Internet delle cose, ecco l’innovazione delle start-up italiane

Digital Magics è uno dei più importanti incubatori italiani: specializzato nello sviluppo e nella crescita delle imprese che vogliono innovare nel settore delle tecnologie dell’informazione, della comunicazione o della domotica. Gli scorsi otto e nove maggio, negli spazi del Talent Garden di Milano, la società ha organizzato due eventi. Il primo , dedicato al settore dell’energia, con il lancio di EnergyTech, incubatore focalizzato sulle imprese che investono nella sperimentazione digitale del settore, la presentazione di cinque aziende innovative e una tavola rotonda (in cui erano presenti il presidente dell’Autorità per l’energia Guido Bortoni, esponenti di Terna, Enel e Intesa San Paolo). Il secondo invece, era incentrato sull’innovazione in generale: con 15 start-up di tutti i tipi che si sono presentate a una platea di investitori.  

RISPARMIO ENERGETICO CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E L’INTERNET DELLE COSE  

Nel settore dell’energia, innovazione fa rima con l’analisi dei dati, l’internet delle cose, cloud computing e intelligenza artificiale. Durante la prima giornata, le aziende hanno presentato i loro progetti: dal controllo del dispendio energetico nelle abitazioni e negli uffici all’analisi dei dati su consumi e abitudini.  

Sviluppato dalla start-up milanese Almadom.us, Domoki è un dispositivo capace di monitorare il consumo energetico dell’abitazione.Venduto sul mercato italiano al prezzo di poche centinaia di euro, regola l’intensità dell’illuminazione, chiude o apre le tapparelle, dialoga con il termostato per la temperatura del riscaldamento e infine accende o spegne l’aria condizionata. Insomma, Domoki controlla tutti gli altri oggetti connessi alla rete: si attiva anche con il riconoscimento vocale o a distanza con un’applicazione per smartphone.  

Otomo invece, è un sistema per il risparmio energetico degli uffici. Sviluppato da Eelectron, è fondato su un’applicazione per smartphone (disponibile per iOS e Android) che comunica a finestre, climatizzatori e luci, la presenza dell’utente sul luogo di lavoro. E di conseguenza regola l’illuminazione e la temperatura degli ambienti. Allo stesso tempo, invia i dati rilevati ad un cloud capace di fornire una gestione ottimizzata del sistema sulla base delle informazioni ricevute. «Garantiamo un risparmio del 50% per quanto riguarda il consumo di energia termica e del 33% per quanto riguarda quella elettrica», ha affermato il manager dell’azienda di Legnano Daniele Caso. 

Gli uffici (e non solo) sono anche l’obiettivo di Enerbrain , un’azienda torinese che ha sviluppato Energy Cloud: un sistema di controllo e gestione dell’aria condizionata (e non solo) degli ambienti. Da una parte vengono installati dei sensori per monitorare il numero di persone presenti negli spazi, la temperatura e la qualità dell’aria, dall’altra sono presenti dei dispositivi capaci di regolare i condizionatori e di aprire o chiudere le finestre. Tutto il sistema è regolato da una serie di algoritmi in grado, sulla base dei dati raccolti, di prevedere il consumo e la salubrità degli ambienti. E l’intelligenza artificiale è alla base del sistema messo in piedi dall’azienda genovese WhiteQube : in grado di controllare e regolare il consumo d’acqua ed energia elettrica, sulla base delle informazioni raccolte dai sensori. Infine, sempre legato al settore energia, ma più in particolare a quello dei caricabatterie, PowerMe è un cavo che permette di condividere l’energia presente in un dispositivo con lo smartphone o il tablet scarichi. Fondata dall’imprenditore milanese Emanuele Casero, la start-up (omonima) ha finanziato la fase iniziale del progetto sulla piattaforma per il crowdfunding Indiegogo. il prodotto è venduto solo sul mercato americano al prezzo di 10 dollari (poco più di nove euro). 

(Enerbrain: il dispositivo che regola il funzionamento del condizionatore)  

DALL’E-COMMERCE AGLI OGGETTI CONNESSI ALLA RETE  

Il Demo Day è un evento dedicato a tutte quelle start up (seguite da Digital Magics) che sono alla ricerca di finanziamenti e di investitori. E i prodotti e progetti presentati sono tra i più diversi. Si va da Momo , la lampada capace di monitorare e tenere sotto controllo gli ambienti, a Bscale, il letto intelligente che misura il battito cardiaco, il peso, i movimenti e la respirazione per fornire un’analisi della qualità e della durata del sonno. Passando per Grampit un dispositivo che monitora lo stile di vita degli anziani per aiutarli con le necessità delle vita quotidiana: prendere le medicine, far la spesa e vestirsi. Allo stesso tempo, grazie ad un’applicazione per smartphone il sistema è in grado di aggiornare in tempo reale i familiari sullo stato di salute e sulle necessità del soggetto seguito.  

(Grampit: il dispositivo che monitora lo stile di vita degli anziani)  

Se dagli oggetti connessi alla rete si passa alla vendita online dei prodotti, Viniamo è stato definito dai loro creatori come «lo spotify dei vini». Un negozio virtuale in cui il catalogo o lo scaffale vengono sostituiti da playlist di bottiglie, in modo che il cliente possa scegliere il prodotto giusto in base all’occasione, alle caratteristiche richieste o della persona a cui lo si vuole regalare. Sempre per quanto riguarda, il settore alimentare, Quomi è forse una delle start-up più interessanti. Il servizio fornisce ai clienti gli ingredienti (selezionati e di buona qualità) e le istruzioni per preparare il loro piatto preferito. L’utente ordina le ricette dal sito internet e tutte le dosi necessarie gli vengono recapitate a casa. 

Infine, un altro dei temi trattati è stato quello del mondo del lavoro: Taskhunters è una piattaforma in cui gli studenti entrano in contatto con le aziende, per cercare e svolgere lavoretti temporanei durante il loro percorso di studi. Il tutto con regolare contratto di collaborazione occasionale. 

LEGGI ANCHE - L’Italia investe sempre di più nelle start-up  


Fonte: La Stampa

 
 

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