Elezioni 2018, programmi a confronto su ambiente e energia

Ilva, Taranto (crediti: mafe de baggis – CC)

Se vogliamo trovare dei punti in comune trasversali tra i partiti italiani, su ambiente e energia ce ne sono parecchi. Almeno a parole. E almeno stando ai propositi (molto) generali. Esaminando i programmi per le prossime elezioni dei partiti e movimenti in campo, rispetto ai temi ambientali ed energetici emergono due concetti chiave: green economy ed economia circolare. Si spinge cioè verso un’economia che tragga vantaggio dalla tutela dell’ambiente e verso un sistema capace di reintegrare le risorse. A volte questi concetti vengono espressi in modo esplicito e altre volte si desumono dalle intenzioni. Spesso sono sventolati come banali slogan.

Il centrosinistra elenca una serie di tematiche standard e identifica alcune date per il raggiungimento degli obiettivi che vanno ben oltre la legislatura. Date che peraltro non trovano completo accordo tra le liste alleate. Per il centrodestra, incredibilmente, l’edilizia sembra essere una delle soluzioni ai problemi dell’ambiente. In realtà neanche qui sembra esserci una visione concorde tra alleati, soprattutto da parte della Lega Nord. Il Movimento 5 Stelle, oltre a essersi ispirato a programmi altrui e testi pescati in rete, come ha evidenziato Il Post, insiste sui soliti temi: no fracking, no trivelle, acqua pubblica.

Stando ai programmi, per temi complessi come quelli legati all’ambiente e all’energia non pare esserci un ragionamento altrettanto approfondito. Fondamentalmente ci sono più o meno buoni propositi e vecchi cavalli di battaglia.

Partito democratico e liste collegate

Il Partito democratico conferma gli impegni presi con l’Accordo di Parigi sull’ambiente. La sfida per la riduzione dell’inquinamento secondo il Pd comincia dalla plastica. Particolare accento è posto sui vantaggi per l’Italia derivanti dall’economia circolare e dalla green economy. Uno dei principali benefici è la possibilità di nuovi posti di lavoro. Si assicurano gli investimenti nel settore energetico previsti dalla Strategia energetica nazionale, puntando soprattutto sulle rinnovabili. La direzione è quella di una de-carbonizzazione, riconvertendo le attuali centrali elettriche.

Il Pd promette di realizzare la più diffusa rete europea di colonnine elettriche, destinata ai veicoli. Le auto blu, invece, saranno totalmente sostituiti da veicoli definiti ecologici.

Per quanto riguarda l’agricoltura, il partito di Matteo Renzi promette una riduzione delle tasse per il settore. Ma anche maggiore tutela dei prodotti e dei lavoratori. Non si fa invece più riferimento alle coltivazioni biologiche e al riconoscimento della natura degli animali quali esseri senzienti nel rispetto del Trattato di Lisbona.

Nel programma depositato infatti non compaiono alcuni punti specifici presentati nel Manifesto Italia 2020. Costruiamola insieme lo scorso ottobre. Non c’è per esempio la tassazione agevolata per i prodotti riciclati, ma neppure date e dati fondamentali. Il Pd entro il 2030 voleva (vuole?) portare le fonti rinnovabili al 50%, con una completa de-carbonizzazione entro il 2050. Nel documento si parlava di anche di economia blu, la valorizzazione cioè del mare e delle risorse idriche, riducendo pure le perdite degli acquedotti. Dal programma non trovano più spazio neppure i temi delle bonifiche dei siti inquinati e del trasporto pubblico. Non si specificano incentivi come gli ecobonus e il sisma-bonus, per interventi di prevenzione dai terremoti.

Per la lista Civica Popolare Lorenzin, invece, I punti relativi alle politiche su ambiente ed energia sono praticamente identici a quelli del Manifesto Italia 2020. Costruiamola insieme del Pd. La lista del ministro della Salute uscente, Beatrice Lorenzin, ha due leggere differenze rispetto al Partito democratico. Accenna esplicitamente alla chiusura delle discariche abusive e auspica maggiori detrazioni per il verde privato dei condomini.

Anche la lista +Europa di Emma Bonino è coerente con la politica del Pd in fatto di ambiente e energia. Ci sono però alcune differenze sostanziali. Promettono di battersi per attuare la de-carbonizzazione entro il 2025. Un quarto di secolo prima di quanto auspicato dal Pd. Inoltre vogliono ottenere che entro il 2030 il 55% dell’elettricità provenga da fonti rinnovabili. Tutto ciò evitando compensazioni ai produttori che tardino ad adeguarsi. Per raggiungere questi obiettivi indicano nel gas naturale la fonte energetica di transizione. Tra i disincentivi per l’uso di fonti ad alto impatto ambientale invece, vorrebbero introdurre una carbon tax. Sempre nell’ambito della leva fiscale, via da subito i sussidi pubblici alle fonti fossili d’energia.

La lista Insieme ha l’ambiente come tema centrale nel programma. Si ritrovano gli argomenti principali del Pd ma emergono alcune differenze. Entro il 2030 auspica di ridurre del 40% le emissioni di gas dannosi per il clima rispetto ai livelli del 1990. Entro il 2035 si vuole arrivare a vietare la circolazione dei motori diesel e benzina. Come il Pd, rivendica la leadership italiana nella green economy in Europa. Per Insieme è importante mantenerla. Secondo la lista è necessario un vero e proprio Green New Deal. È un grande piano di incentivi nel settore dell’energia rinnovabile. Ma anche per migliorare i depuratori e gli impianti idrici, nonché la riduzione, il riciclo e il riuso dei rifiuti.

Sul versante della tutela degli animali, Insieme ha posizioni decisamente più animaliste e tra le altre cose spinge per l’attuazione di programmi di prevenzione del randagismo. Auspica una legge legge di tutela per la destinazione agricola dei terreni e delle foreste. Vuole valorizzare l’agricoltura biologica e quella biodinamica.

Parole chiave: economia circolare, economia verde, rinnovabili, de-carbonizzazione, auto blu, auto elettriche, carbon-tax, riciclo, trasporti sostenibili.

Centrodestra

Il programma elettorale di Forza Italia presenta i punti in modo decisamente stringato. Lo stesso programma è l’unico presentato ufficialmente anche dagli alleati Fratelli d’Italia, Lega Nord e Noi con l’Italia. Anche se, come vedremo, i primi due hanno specificato alcune differenze.

Quando si riferisce all’ambiente, il partito di Silvio Berlusconi, salvo una dichiarazione sulla tutela dell’ambiente, non è molto specifico. Promette un piano straordinario per le zone terremotate e uno di riqualificazione delle periferie. Si propone il restauro delle coste e dei siti di interesse monumentale. Per attuarlo prospetta anche la sostituzione edilizia, in pratica la demolizione e la ricostruzione di fabbricati. Uno dei punti importanti è la tutela del made in Italy con particolare attenzione alla produzione agricola e agroalimentare. Accanto al sostegno alle energie rinnovabili, promette un efficientamento della rete energetica che garantirebbe risparmi per i consumatori.

Nella bozza di programma la Lega Nord (in possesso di Wired, ma ad oggi non presentata ufficialmente) considera prioritario promuovere un modello di sviluppo sostenibile attraverso strumenti normativi efficaci, puntando sulla green economy e sull’economia circolare.

A dare l’esempio, secondo il partito di Matteo Salvini, dovrebbe essere l’amministrazione pubblica. Per questo propone l’introduzione di una quota obbligatoria di acquisti definiti verdi per tutto il settore pubblico.

I rifiuti prodotti in Italia dovranno servire anche a sostituire parzialmente l’energia derivante dal carbone. Ma si proibirà l’esportazione dei nostri rifiuti all’estero. Entro il 2020 la Lega promette di ridurre la tassa dei rifiuti di almeno il 50% per ogni famiglia. Per raggiungere l’obiettivo, tra le altre cose, la Lega vuole evitare la raccolta differenziata che non è destinata al reale recupero. Vuole cioè riciclare solo quei rifiuti per i quali si possa dimostrare un effettivo e documentato utilizzo nel mercato.

Una rete di monitoraggio nazionale valuterà le emissioni degli impianti industriali maggiormente a rischio affinché riducano l’inquinamento ambientale. Un piano nazionale delle bonifiche dovrà incentivare i soggetti privati a  pulire le aree inquinate. Altre misure saranno volte a impedire il consumo di suolo e a favorire il recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. Quindi apparentemente niente sostituzione edilizia, che propongono gli alleati di Forza Italia.

Nel programma Le priorità in 15 punti di Fratelli d’Italia, al tredicesimo posto c’è la tutela del territorio, della natura e dell’ambiente. Il partito guidato da Giorgia Meloni identifica come cause principali di incendi e dissesto idrogeologico l’incuria e l’abbandono. Per questo propone una difesa del territorio. In questo piano rientra la messa in sicurezza delle zone a maggior rischio sismico. I parchi nazionali dovrebbero essere valorizzati e le energie rinnovabili sostenute. Si vuole promuovere la ricerca nel campo delle rinnovabili per avvicinare l’Italia all’autonomia energetica.

Fratelli d’Italia vuole bandire i materiali non biodegradabili e riconvertire le attività produttive a elevato impatto ambientale. Propongono di calcolare la tassa sui rifiuti in base alla qualità e alla quantità prodotta, rafforzando la raccolta differenziata. Il concetto di restauro delle coste attraverso un piano straordinario di sostituzione edilizia (demolizione e ricostruzione) è comune a Forza Italia. Il fine è eliminare gli ecomostri. Il partito punta anche alle città a impatto zero. Per realizzarlo Fratelli d’Italia ha in mente il sostegno alla mobilità sostenibile, ma anche la realizzazione di foreste urbane.

Il movimento di Raffaele Fitto, Noi con l’Italia, non presenta altro programma se non quello dell’alleanza di centrodestra.

Parole chiave: economia circolare, green economy, sostituzione edilizia, rinnovabili, de-carbonizzazione, rifiuti, bonifiche, trasporti sostenibili.

Movimento 5 Stelle

Le proposte di M5S in materia ambientale partono dalle bonifiche, prendendo come esempio il problema dei rifiuti nella cosiddetta Terra dei fuochi, cioè nelle province di Napoli e Caserta. I Cinque stelle individuano in tal senso tre criticità da risolvere: la difficoltà nell’individuazione del responsabile dell’inquinamento e nel rintracciare i fondi per le opere di bonifica, nonché l’eccessiva burocratizzazione e farraginosità normativa.

Più in generale sui rifiuti puntano sulla riduzione, sul recupero e sul riciclo. Altro punto importante è migliorare la classificazione, la tracciabilità e le tariffe per i contribuenti. Vogliono eliminare qualsiasi incentivo per tutti gli impianti di recupero energetico da rifiuti, indipendentemente dalla forma e dalla tecnologia. Secondo il partito che candida alla presidenza del Consiglio Luigi Di Maio, la stratificazione disciplinare degli incentivi alle fonti energetiche rinnovabili ha infatti prodotto distorsioni insanabili. Si vuole inoltre bloccare la costruzione di nuovi inceneritori per arrivare alla chiusura di tutti quelli esistenti.

E poi c’è un vecchio cavallo di battaglia: l’acqua pubblica, partecipata, trasparente. I Cinque Stelle auspicano di inserire nella prima parte della Costituzione il diritto umano all’acqua. Rispetto alla gestione del servizio idrico integrato ritengono necessario bloccare i processi di privatizzazione. Anche nel caso della gestione dell’acqua propongono una maggiore trasparenza normativa.

Il movimento vuole limitare nuove edificazioni privilegiando la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e demolendo i manufatti abusivi. Mira anche a una maggiore efficienza energetica ed edilizia in chiave antisismica. Tra le proposte per migliorare il verde pubblico, c’è anche la trasformazione dei lastrici solari (le coperture dei condomini) in giardini pensili.

I nuovi edifici e gli interventi di recupero del patrimonio edilizio dovranno prevedere dispositivi per la riduzione del consumo di acqua. L’installazione di sistemi per il recupero delle acque meteoriche potranno godere delle detrazioni fiscali del 65%. Sono previste altre agevolazioni e investimenti per ripopolare i piccoli borghi. Il M5S prevede inoltre nuove norme per combattere il dissesto idrogeologico e in difesa dei parchi e delle aree protette.

Per quanto riguarda la mobilità sostenibile i pentastellati propongono misure per incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici e soprattutto delle biciclette. A tal proposito vogliono creare un Ufficio biciclette del Ministero dell’ambiente. Non può mancare lo stop alle trivelle. Puntano all’indipendenza dal mercato delle fonti energetiche fossili. Per questo vogliono limitare le trivellazioni offshore e bandire ufficialmente il fracking. Infine, tra le politiche contro i cambiamenti climatici, il Movimento 5 Stelle punta sulla de-materializzazione dei processi in favore del digitale e sul sostegno all’innovazione e la ricerca orientata alla green economy.

Il Programma Energia del Movimento 5 Stelle (PEM5S) ha come obiettivo la sostenibilità e l’indipendenza del sistema energetico italiano. Puntano quindi a passare gradualmente a un sistema basato esclusivamente su fonti rinnovabili di energia. Questo però all’interno di un sistema energetico unico europeo. Hanno delineato tappe successive dal 2020 al 2050 e vogliono affidare la gestione del settore energetico all’autonomia delle comunità locali. Nel programma sintetico il partito propone anche 200mila posti di lavoro derivanti dal riciclo dei rifiuti. Ma pure altri 17mila per ogni euro investito nelle rinnovabili e nell’efficienza energetica.

Parole chiave: economia circolare, green economy, acqua pubblica, rinnovabili, de-carbonizzazione, rifiuti, bonifiche, normative, no trivelle, no fracking, trasporti sostenibili.

Liberi e Uguali

Il partito guidato da Pietro Grasso, ex magistrato e presidente uscente del Senato, mira a una conversione ecologica dell’economia. L’obiettivo è quindi un Grande Piano Verde, per delineare una strategia verso una totale decarbonizzazione dell’Italia.

Entro il 2050 LeU vuole arrivare a basare l’energia completamente sul rinnovabile e, contestualmente, all’ambizioso obiettivo di avere rifiuti zero. Propone quindi la riduzione dei consumi, in particolare di quelli energetici e un radicale efficientamento di casa, mobilità e trasporti.

Per potersi basare solo sulle energie rinnovabili in trentadue anni, Liberi e Uguali propone di agire sulla leva fiscale. L’introduzione di una carbon-tax ne è un esempio. Ma propone anche di investire in programmi di efficientamento energetico e un alleggerimento delle normative. Il partito di Grasso vorrebbe anche dirottare i sussidi statali attualmente a sostegno di attività dannose per l’ambiente verso interventi virtuosi. Si punta quindi a fermare il consumo di suolo urbano e agricolo, attuando le bonifiche nei territori inquinati dall’industria. L’industria pesante e inquinante dovrebbe prevedere un programma strutturale di riconversione. Nel contempo vanno potenziati i trasporti pubblici urbani, i sistemi logistici intermodali e il pendolarismo su ferro.

Il programma di Liberi e Uguali immagina la creazione di una sorta di Sala verde, una specie di commissione permanente per la concertazione e la programmazione di misure ambientali. Il partito è a favore, tra le altre cose, del benessere animale, del turismo sostenibile, della promozione della biodiversità e contro le deroghe alla caccia.

LeU punta su un’agricoltura definita pulita e soprattutto sul biologico. Vuole una legge nazionale sui biodistretti e lo stop ai pesticidi, auspicando la creazione di una banca delle sementi libere e di qualità, disponibili agli agricoltori.

Parole chiave: economia circolare, green economy, grande piano verde, rinnovabili, de-carbonizzazione, rifiuti, bonifiche, normative, trasporti sostenibili, carbon-tax, banca sementi, sala verde.

Forza Nuova e Casa Pound

Per Forza Nuova un punto fondamentale è l’indipendenza energetica dell’Italia. Giudica però pericolosa l’energia nucleare. Per questo vorrebbe negoziare con gli stati confinanti che ne fanno uso accordi di garanzia e tutela. Nell’ottica di un’autonomia energetica, l’edilizia dovrebbe adottare tecniche adatte in tal senso. Ovviamente privilegiando materiali nazionali e a chilometro zero. Per diminuire l’inquinamento bisognerebbe privilegiare il trasporto pubblico e ferroviario, ma anche quello fluviale e tramviario.

L’agricoltura è considerata di interesse strategico. Auspicano infatti  il raggiungimento dell’autosufficienza alimentare. No all’Ogm, sì al biologico. Forza Nuova vuole un piano strategico per l’abbandono dei carburanti fossili, in favore dei sistemi di energie rinnovabili. Le imprese produttrici e fornitrici di energia dovrebbero essere totalmente nazionalizzate. Per uscire dalla dipendenza nei confronti di altri paesi per alcune materie prime il partito di ricorrere al baratto internazionale, contrattando direttamente con i paesi produttori. Per ridurre i rifiuti Forza Nuova auspica il loro smaltimento in loco, un ritorno della vendita a mescita e la sobrietà dei consumi. Casa Pound invece non ha alcun riferimento a politiche ambientali e energetiche.

Parole chiave: autonomia energetica, autosufficienza alimentare, rinnovabili, de-carbonizzazione, baratto internazionale, trasporti sostenibili, rifiuti.


Fonte: WIRED.it

 
 

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